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Il linguaggio del bambino: quando prestare attenzione?


Quando parliamo di sviluppo del linguaggio non ci riferiamo semplicemente a ciò che accade dal momento in cui un bambino inizia a parlare, bensì ad un insieme di capacità che si sviluppano prima, durante e dopo il momento della parola.

Infatti, il linguaggio inizia a svilupparsi quando il bambino incomincia ad essere in grado di sentire i suoni, ossia ancora in utero, all’incirca intorno alle 24 settimane gestazionali; da lì in poi, comincerà ad abituarsi alla voce della sua mamma ed ai suoni della sua lingua madre.

Sin da quando nasce, poi, il bambino si trova inserito all’interno di un ambiente comunicativo-linguistico, nel quale imparerà sì a parlare ma anche e soprattutto ad utilizzare il linguaggio in maniera funzionale, ossia a comunicare in maniera efficace


Quali sono i segnali di un possibile problema?


Talvolta lo sviluppo del linguaggio nel bambino può subire ritardi, alterazioni o carenze, individuabili in alcuni segnali che il genitore può osservare.

Ad esempio vi sembra che il vostro bambino:

  • Non comprenda ciò che state dicendo

  • Non faccia gesti

  • Intorno ai 18 mesi dica meno di 10 parole

  • Intorno ai 30 mesi non dica frasi

Nel caso siano presenti una o più di queste difficoltà, la cosa più importante da fare è agire rivolgendosi ad una logopedista.

Si sottolinea quanto sia utile non aspettare troppo tempo, per due motivi: innanzitutto ogni difficoltà di linguaggio può avere conseguenze sul comportamento del bambino, sugli apprendimenti futuri e sul suo sviluppo in generale; inoltre, in questo ambito, più precoce è la presa in carico e migliore sarà il recupero del bambino stesso e del suo benessere generale.


Come si sviluppa il linguaggio nel bambino?

  • Nei primi mesi di vita, il bambino inizia a comunicare da subito attraverso il pianto, con il quale comunica i suoi bisogni primari.

  • A circa 3 mesi comincia a comparire il cosiddetto “sorriso sociale”, con cui il bambino inizia a condividere le prime emozioni con l’adulto. Allo stesso tempo inizierà a giocare con la sua voce e produrre vocalizzi e gorgheggi.

  • In seguito, intorno ai 6 mesi, inizierà una lunga fase chiamata lallazione o Babbling; dapprima le parole saranno formate dalle stesse consonanti es. mamama (Babbling canonico), in seguito le consonanti cominceranno a variare es. pamama (Babbling variato). Da questi giochi vocali nasceranno le prime parole. Dalla nascita fino a questo momento comincerà ad ascoltare sempre di più i rumori e i suoni che lo circondano.

  • Dai 7 mesi inizierà anche a comprendere richieste semplici ad esempio “Vieni” o “Ne vuoi ancora?”.

  • Intorno ai 10 mesi il bambino conquisterà il gesto di indicazione, acquisizione fondamentale per lo sviluppo linguistico successivo.

  • Al compimento del suo primo anno, il bambino sarà in grado di produrre le prime parole e fra i 12 e 18 mesi, comincerà ad ampliare sempre di più il suo vocabolario, in poco tempo (esplosione del vocabolario). Da questo momento in poi inizierà anche a produrre le prime frasi composte da due parole ("mamma acqua"). Comincerà ad eseguire semplici ordini, aumenterà sempre di più la sua capacità di ascolto, saprà indicare le parti del suo corpo quando vengono nominate.

  • Nei mesi e nell’anno successivo andrà ad ampliare sempre di più il vocabolario, migliorerà la morfosintassi fino a che intorno ai 3 anni riuscirà a formulare frasi di tre o più parole e verrà quasi sempre compreso da chi gli sta attorno. Non solo, comprenderà frasi sempre più complesse, riuscirà a seguire storie sempre più lunghe e a portare a termine vari ordini.

E' importante riconoscere precocemente i bambini con difficoltà in quanto solo un intervento logopedico tempestivo può contribuire al recupero totale delle difficoltà, oppure a sviluppare al meglio il potenziale linguistico e comunicativo del bambino.


Chi ha scritto questo articolo?

Vai al profilo della d.ssa Marta Maglio, Logopedista


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