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Automassaggio ai piedi, il Benessere che parte da dentro!



L’automassaggio ha le stesse origini del massaggio: non troverai fonti storiche scritte antecedenti al libro dell’Imperatore Giallo ( Cina – 3000 a.C. circa – libro contenenti nozioni di massaggio, meditazione, yoga, alimentazione, stili di vita che favorivano il benessere spirituale, mentale, corporeo), ma puoi trovare con certezza tracce direttamente nelle tue mani.


Il primo gesto, quello che ci viene in automatico, è usare le mani per alleviare il dolore, prova pratica che certifica che l’automassaggio nasce con l’essere umano ed ha lo scopo di accompagnarlo verso la diminuzione del malessere e dell’aumento graduale del benessere.

I piedi sono la parte del corpo che affronta in assoluto più sollecitazioni durante le nostre giornate, tra lavoro, sport, camminare , salire e scendere scale, asfalto ed autovettura: ritagliarci un momento (o più momenti) per massaggiarli è proprio come preparare una gustosa ricetta e poi godere del frutto del nostro lavoro.

L’automassaggio è un viaggio molto simile ad una ricetta: piedi, mani, olio da massaggio, musica rilassante, respirazione consapevole e cadenzata. Con questi preziosi ingredienti il risultato finale non potrà che essere il benessere.


Consigli pratici

  • Per prima cosa, appena svegli, massaggiamo con vigore i piedi, parlandoci (in realtà parliamo a noi stessi; ricordiamo che noi siamo il nostro corpo), ringraziandoli per tutti i passi che faremo, per tutti i luoghi che visiteremo. Possiamo massaggiare anche velocemente ma con estrema cura e senza fretta.

Dieci secondi fatti bene valgono molto di più di 10 minuti fatti guardando lo smartphone o facendo tutto di corsa.

  • A fine giornata possiamo immergere i piedi in acqua calda e sale himalayano, lasciando che le tossine, ma soprattutto le fatiche della giornata, rimangano nel catino.

  • Una volta rilassati potremo lavarli con un sapone naturale/biologico che rispetti il pH della nostra pelle

  • Dopo averli asciugati cominceremo a frizionarli con olio da massaggio (l’olio consigliato è quello extravergine d’oliva, ma va benissimo anche quello di mandorle dolci); questo farà entrare in contatto il nostro “fare” (mani) con il nostro “andare” (piedi), sotto lo sguardo attento e vigile del nostro “progettare” (cervello), portando a compimento l’unione tra le nostre 3 dimensioni esistenziali di esseri umani (questa tecnica ricorda un po’ l’effetto finale della tecnica metamorfica).




Chi ha scritto questo articolo?

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