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Trauma Cranico: quali effetti ha sulle abilità cognitive e sul comportamento?

Il numero delle vittime da trauma cranico (TC) è davvero esorbitante: basti pensare che questo rappresenta la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e tumorali, nei Paesi industrializzati.

Nella maggior parte dei casi i pazienti che subiscono un ricovero a seguito di TC sono

  • ragazzi tra i 15 e i 25 anni, per lo più a seguito di incidenti stradali, spesso sotto l’effetto di stupefacenti e alcool

  • anziani al di sopra dei 75 anni d’età, a seguito di cadute accidentali.

Come in molti quadri patologici, ogni TC è a sé e si possono manifestare vari sintomi con diversa intensità, di natura neurologica, neuropsicologica e comportamentale. Uno degli indici fondamentali per l’esito e la prognosi di un TC è la perdita di coscienza: a seguito dell’incidente, tanto più il paziente resterà privo di coscienza, tanto più gravi saranno gli effetti e i sintomi che riporterà.

Dopo il risveglio dal coma generalmente il paziente attraversa una fase di disorientamento generale, chiamata amnesia post-traumatica: durante questa fase il paziente è cosciente, ma molto confuso, incapace di richiamare alla memoria ricordi passati o recenti, incapace di immagazzinare nuove informazioni. Tipiche di questo stadio sono anche alterazioni comportamentali, che possono manifestarsi con apatia, agitazione, irritabilità, aggressività, mancanza di iniziativa. Tale quadro tende a un graduale miglioramento, a partire dall’orientamento personale, a seguire quello spaziale e temporale.

Una volta che le condizioni cliniche si sono stabilizzate è importante procedere con una valutazione neuropsicologica. Il clinico, tramite il colloquio e i test psicometrici, valuta la presenza e l’entità di deficit cognitivi, che possono manifestarsi a carico dell’attenzione, della memoria, delle abilità logico-deduttive; valuta la consapevolezza da parte del paziente degli eventuali deficit emersi; valuta quanto il paziente è orientato nel tempo, nello spazio e rispetto alla propria vita (chi è, che lavoro fa, chi sono i suoi familiari, etc). Altrettanto importante è la valutazione di aspetti emotivi e comportamentali: viene indagato il tono dell’umore del paziente, la presenza di ansia, apatia, eventuali sintomi bizzarri, quali deliri o confabulazioni.

L’esito della valutazione cognitiva e comportamentale restituirà un profilo riconducibile per lo più a due categorie: il Trauma Cranico Lieve e il Trauma Cranico Grave.

  • Trauma Cranico Lieve

Secondo la (1993) un TC è classificato lieve quando si manifesta almeno uno dei seguenti sintomi: perdita di coscienza, deficit di memoria per eventi immediatamente precedenti o successivi al trauma, alterazione dello stato mentale al momento del trauma, deficit neurologici focali. La perdita di coscienza deve essere stata inferiore ai 30 minuti e l’amnesia post-traumatica minore di 24 ore.

Nel TC lieve solitamente si manifesta un’alterazione generale delle funzioni di supervisione attentiva e delle abilità logico-deduttive (Kay et al. 1993). Sono generalmente riportati, inoltre, affaticamento, difficoltà di concentrazione, minore efficienza nelle attività quotidiane, lentezza generalizzata; in parallelo, è frequente l’insorgenza di sintomi affettivo-emotivi, quali tendenza all’isolamento, irritabilità, faticabilità, turbe del sonno, diminuzione della libido, instabilità emotiva.

L’insieme di questi sintomi tende a presentarsi come un vero e proprio sconvolgimento della personalità dell’individuo, causando anche difficoltà relazionali con amici e familiari. Per far fronte a tale condizione è utile proporre al paziente una terapia psicologica mirata.

  • Trauma Cranico Grave

Tra i vari parametri necessari per considerare un TC grave, il paziente deve aver perso coscienza per più di 30 minuti e aver manifestato un’amnesia post-traumatica maggiore di 24 ore.

Tra i disturbi più frequenti si manifestano deficit cognitivi, quali deficit di memoria, rallentamento psicomotorio, difficoltà nella concentrazione (Van Zomeren, 1985). Tra gli altri sintomi che si manifestano in caso di TC grave vi sono alterazioni comportamentali, quali ottundimento affettivo (il paziente sembra insensibile anche di fronte a eventi emotivamente significativi), euforia inspiegata, riduzione delle competenze sociali (il paziente può manifestare atteggiamenti disinibiti, anche in pubblico o comportamenti bizzarri), aggressività, impulsività, iperattività, incapacità di inibire le risposte, apatia, turbe della sfera sessuale. Altro tipo di alterazione si può manifestare nella capacità di intraprendere e portare a termine un’attività, dunque si parla di disturbi motivazionali.

Anche in questo caso è importante che il paziente segua una terapia psicologica, sia per riabilitare la sfera cognitiva, sia per intervenire sulle alterazioni comportamentali.

A seguito di un TC è fondamentale, dunque, sottoporre il paziente a una valutazione clinica e neuropsicologica da parte di un neuropsicologo, per effettuare una diagnosi precisa e per mettere a punto un percorso riabilitativo terapeutico il più mirato possibile e in modo tempestivo.

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