Articoli

Post recenti
Post in evidenza

Dove vanno a finire le emozioni che non mostriamo?


Molte persone manifestano sintomi più o meno gravi dopo aver avuto un evento traumatico.

Qualsiasi evento grande o piccolo può essere vissuto come altamente stressante, ed innescare una risposta appunto di stress per il corpo-mente. Un tradimento, una separazione, una morte, un errore, un allontanamento, un rifiuto, un rimprovero, un incidente, uno spavento, un’arrabbiatura ecc..

Il corpo-mente reagisce a questi eventi con le risorse che ha in quel momento, con le sue abitudini, con il suo carattere e con il suo istinto.


Cosa accade invece se le risorse presenti in quel frangente non sono in grado di far fronte alla situazione?

Se in un dato frangente, per tanti motivi, il corpo-mente non gestisce in modo efficace la situazione, esso mette in atto alcune operazioni quali: bloccare, fermare, chiudere, nascondere le emozioni che si originano da accadimenti forti.

Questo meccanismo di controllo a volte è talmente istintivo e/o frequente che non ce ne rendiamo conto, è al di fuori della nostra consapevolezza, avviene in automatico e a volte si generalizza a tutte le emozioni.

Fin da bambini ci hanno insegnato a non piangere, non essere tristi, non arrabbiarci, non vergognarci, a non aver paura, a non essere troppo contenti o esuberanti.

Oppure lo abbiamo deciso noi che una o più di queste emozioni non va nè vissuta nè manifestata, per varie ragioni (ognuno ha i suoi motivi).

Quando ció accade, il corpomente ne risente, ed inizia a non funzionare più al meglio, poiché, deve dedicare molte delle sue energie per controllare sempre di più la parte emotiva del nostro vissuto.

Controllo significa mettere in tensione parti del nostro corpo che cominciano a perdere funzionalità ed elasticità.


Facciamo un esempio: se ogni volta che qualcuno mi contraddice io vivo male questa esperienza, mi arrabbio, e cerco di controllare il mio disappunto serrando la mandibola, ad un certo punto questa tensione muscolare potrà portare dolori alla mandibola ma anche mal di testa, cervicali, bruxismo e così via.


La mia emozione disturbante va cosí a collocarsi in una parte dell’organismo ed anche poi in più parti, causando un malfunzionamento e malessere delle stesse che poi si ripercuote come malfunzionamento e malessere nell’intero sistema persona.


L'ideale è che il prima possibile si trovi una modalità per esprimere l'irritazione oppure per lasciarla andare, in modo da poter rilassare la mandibola.

Molte persone si sorprendono di quanto sia coinvolto l'aspetto emotivo nella causa dei sintomi fisici, altre ne sono già coscienti ma non sanno come/cosa fare, si sorprendono di quanto “emotivo” può essere un trattamento shiatsu e/o craniosacrale, proprio perchè il lavoro sul corpo e sul rilassamento favorisce il “giusto movimento” delle emozioni.


Quale sarebbe il giusto movimento e collocazione delle emozioni?

La rabbia verso l'alto per poter esprimere ciò che non riteniamo giusto.

La paura verso il basso per fermarci o scappare in situazioni di pericolo.

La tristezza verso l'interno per elaborare ciò che abbiamo perso.

La vergogna verso la stabilità per valutare se siamo sbagliati.

La gioia verso l'esterno per coinvolgere anche l'altro.


Se ci permettiamo tali corrette direzioni, il nostro corpomente funzionerà molto meglio. Se invece ostacoliamo le nostre emozioni, il nostro corpomente verrà limitato e stressato.


Succede spesso che durante un trattamento shiatsu o craniosacrale il ricevente riesca a rilassare quelle parti che trattengono, e cominci a sentire e/o manifestare l'emozione sottostante: questo è sempre un segnale positivo, in quanto consente alla persona, dopo, di percepire una sensazione di leggerezza, sollievo libertà.

Ecco perchè è importante porsi la domanda: “Dove vanno le mie emozioni? Vengono ‘bloccate’ o ‘lasciate andare’ ?

Infatti da questo, e dal divenirne consapevoli, può dipendere lo stato di salute.


Come ci si può aiutare?

Per fortuna molte volte noi riusciamo a trovare il modo di esprimere o di lasciare andare la carica energetica che accompagna l'emozione. Altre volte dobbiamo farci aiutare per poterlo fare.

Di fronte alle reazioni fisiche che si producono conseguentemente ad eventi stressanti o traumatici, il trattamento shiatsu e craniosacrale sono due modi diversi di trattare il corpo per aiutare la parte emotiva a trovare il suo movimento ideale.

In parallelo, se emergesse la necessità di sostenere anche aspetti mentali e psicologici eventualmente correlati, l’operatore suggerirà qualche colloquio con lo psicoterapeuta.


Chi ha scritto questo articolo?

Vai al profilo di Gabriele Ferin, operatore Shiatsu e Craniosacrale



Vorresti fissare un appuntamento per un trattamento?

Contattaci al numero 340 995 4267 o scrivici su info@carelabpadova.it


Cerca per tag
Archivio
Segui Carelab
  • Facebook Basic Square
  • Google+ Basic Square