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Psicologia delle vacanze: 6 consigli per viverle bene


Le vacanze rappresentano per tutti un’opportunità per disconnetterci dalla nostra quotidianità abituale e da tutto ciò che in essa è contenuto: lavoro, impegni, stress, tempi ristretti, efficienza.

Dovrebbero essere lo spazio di riposo, di ricarica, di divertimento e di rilassamento, per poterci consentire, al rientro, di riprendere con più energia tutte le nostre attività .


Ma riusciamo davvero sempre a trarre da una vacanza il meglio per il nostro benessere psicofisico?

Per la maggior parte delle persone, ogni anno si ripete la stessa routine: verso aprile-maggio spunta il pensiero delle vacanze estive, si sogna, si programma ci si organizza e si prenota; poi si arriva a luglio stanchissimi dell'anno lavorativo o scolastico trascorso, non si vede l’ora di partire, aspettandosi di trovare sollievo a tutto lo stress accumulato, si va in vacanza, poi si torna a volte contenti a volte stanchi esattamente come quando si era partiti.

Se si rientra soddisfatti e riposati, significa che si è stati in grado di attuare azioni e comportamenti assolutamente favorevoli al nutrimento del proprio benessere: dalla scelta della destinazione ai compagni di viaggio, dal periodo alla struttura, dal saper staccare i pensieri da problemi e lavoro al saper lasciare da parte smartphone e computer.

In genere gli effetti positivi di una vacanza, sia a livello emotivo di sensazione di contentezza, sia a livello fisiologico di sensazione di rilassamento, permangono per circa tre-quattro settimane.

Se, al contrario, si rientra in cittá non contenti e stanchi esattamente quanto prima, significa che la vacanza non ha adempiuto al suo scopo rigenerante, forse perché siamo stati noi a non aver messo in atto alcuni comportamenti fondamentali.


Quali sono allora quegli accorgimenti da adottare per sfruttare al meglio i benefici di una vacanza?

Anche il vivere con efficacia il tempo e lo spazio del riposo, presuppone, affinché ne traiamo i migliori risultati, che poniamo attenzione ad alcuni aspetti, piuttosto che viverlo a caso o per come siamo abituati in maniera automatica.

Ecco qui di seguito 5 consigli psicocomportamentali utili da provare a mettere in pratica:


1. Attenzione alla pianificazione

Programmare la vacanza è un'operazione che coinvolge la nostra parte pratica, emotiva e immaginativa. È consigliabile prenotare quel tipo di vacanza che tenga conto di disponibilità economiche, numero e tipologia di partecipanti, distanza, affollamento della meta in base al periodo dell’anno. Se il mio scopo è rilassarmi, lo scegliere una meta molto costosa, molto affollata e per raggiungere la quale sia necessario un viaggio impegnativo, probabilmente andrà ad aggiungermi motivi di stress e di pesantezza invece che sottrarmeli.


2. Imparare ad ascoltarsi

Tenere conto del momento di vita della persona (o della coppia o famiglia), cercando di scegliere qualcosa che non crei pesi economici da affrontare al rientro, che sia adeguata all'età, e che risponda alle esigenze di quel preciso momento di vita, andando oltre le abitudini automatiche. Se ad esempio per abitudine ho sempre prenotato le mie vacanze in un hotel al mare, ma in questo momento so di avere l'esigenza di contatto con la natura, passeggiate e silenzio, probabilmente mi ristorerebbe di più un soggiorno in un camping di montagna.


3. Se ci sono bambini

Se si va in vacanza con figli piccoli, scegliere mete e strutture che consentano degli spazi liberi dalla cura dei figli, come ad esempio strutture dotate di miniclub, di servizio baby sitting, di attività sportive e ricreative per i ragazzi. Andare in vacanza in famiglia non significa che i figli si debbano divertire ed i genitori stressare: deve essere uno spazio di ricarica sia per gli adulti sia per i piccoli.


4. Uscire dalle regole della quotidianità.

La percezione dell'essere in vacanza aumenta se smettiamo di fare le cose che facciamo sempre e ne facciamo alcune che di solito non facciamo. L'ora della sveglia, cosa mangiamo, come ci vestiamo, le volte che controlliamo il cellulare: sono tutte azioni che ripetiamo uguali nelle settimane lavorative; se non le sostituiamo con altre in vacanza, al nostro cervello non sembrerà di essere poi cosi lontano da casa.

Provare i cibi del luogo, giocare o fare attività nuove, dormire un po' di più, vestirsi in modo più libero, non contattare i soliti colleghi ed amici con cui abbiamo a che fare tutti i giorni, e soprattutto non utilizzare telefono e computer se non per necessità, sono tutti comportamenti che proteggono la funzione rilassante della vacanza.


5. Evitare aspettative immaginifiche troppo in là nel tempo

Il nostro cervello puó anticipare con una accettabile accuratezza ció che potrebbe succedere in un evento vicino nel tempo; lo fa invece in modo assolutamente non affidabile quando pensa ad eventi che devono avvenire molto avanti nel tempo. Sognare quanto sará meravigliosa la vacanza che mi aspetta tra due mesi e immaginare come dovrà essere ogni suo particolare, è una previsione incauta poiché, essendo i nostri stati d'animo, pensieri, situazioni esterne, percezioni, in costante cambiamento giorno per giorno, di solito avviene che si rimanga delusi rispetto al come ci si era prefigurati una certa realtà, con conseguente sensazione di abbattimento e stress emotivo.

Molto più proficuo invece, per la nostra contentezza, imparare a non immaginare troppi dettagli del futuro, e viversi la vacanza momento per momento quando si è nel luogo, godendosi cose e persone, gustandosi esperienze e riposo, paesaggi e città, attivando i nostri meravigliosi cinque sensi per viversi il qui ed ora di ogni momento.


6. Organizzare il proprio tempo durante l'anno

Ultimo suggerimento, ma in termini di importanza il primo: vivere ogni giorno dell'anno stretti nella morsa di una vita frenetica, sregolata, sempre in tensione, e senza pause, non consentirà certo di trovare un ristoro profondo, duraturo e piacevole nel momento in cui "andiamo in vacanza".

E' fondamentale cercare di perseguire un certo equilibrio psicofisico anche nella quotidianità: sana alimentazione, un po' di attività motoria costante, ore adeguate di sonno, ed ogni tanto un piccolo spazio per noi stessi da dedicare ad un hobby, alle relazioni importanti, alla meditazione o a qualche weekend di svago.

Allora "la vacanza" potrà costituire il momento principe per la nostra ricarica, e potrà essere vissuto con lo spirito e le modalità più efficaci.


Chi ha scritto questo articolo?

Vai al profilo della d.ssa Cristina Paroni, Psicologa e Psicoterapeuta



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