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La balbuzie nel bambino: 5 strategie per aiutarlo



Cos'è la balbuzie?

La balbuzie è un disturbo della fluenza verbale, che si manifesta con ripetizioni, interruzioni e prolungamenti nel parlato.


Quali sono i segnali d’allarme per riconoscerla?

  1. Ripetizioni e prolungamenti: è del tutto normale che talvolta vengano ripetute parole (ad esempio: e poi, e poi, e poi), o prolungati dei suoni (ad esempio: luuuna), soprattutto nei bambini fino ai 4 anni. Infatti a quest’età il linguaggio si sta ancora sviluppando; queste situazioni però si risolvono rapidamente e non ostacolano la comunicazione. Se invece, le ripetizioni e/o i prolungamenti persistono, diventano sempre più numerosi ed impediscono la comunicazione, è meglio stare all’erta.

  2. Modificazione del tono e dell’intensità della voce: tono ed intensità possono aumentare in corrispondenza delle parole “balbettate”, questo è segno che c’è la volontà di controllare la balbuzie e pertanto è consigliato un intervento specialistico.

  3. Tensione e sforzo: se notate tensioni a livello del collo, sforzo nel parlare ed altri segni come chiusura degli occhi, è consigliato rivolgersi ad uno specialista poiché sono fattori che aumentano la probabilità di sviluppare balbuzie.


Quali sono le strategie che possono essere messe in atto?

Ecco 5 suggerimenti utili:

  1. Rallentate: le nostre giornate, a volte frenetiche, non fanno che aumentare quella sensazione di dover correre anche nel parlare. Cominciate rallentando un po’ i ritmi della vostra vita ed anche il vostro linguaggio, siate calmi e naturali quando parlate. Date il tempo al vostro bimbo di esprimersi.

  2. Mantenete il contatto oculare: spesso quando una persona balbetta, spontaneamente viene da abbassare lo sguardo, pensando di “rendere le cose più facili” a chi balbetta. Invece è il contrario, facendo così si ammette che c’è qualche problema in ciò che sta dicendo o nel come lo sta dicendo. Mantenere il contatto oculare invece, è una chiara dimostrazione che si sta ascoltando attentamente e che interessa più ciò che viene detto, non tanto il come viene detto.

  3. Non anticipate: un’altra reazione comune è quella di dire noi la parola sulla quale la persona sta esitando. Anche questo non è altro che una sottolineatura di qualcosa che non va. Attendete che chi vi parla finisca, con i suoi tempi.

  4. Non interrompete chi parla, lasciate che possa parlare con il suo ritmo. Rispettate i turni di conversazione, ossia non parlatevi sopra. Non sostituitevi al vostro bambino nel parlare, questo non farà che aumentare il suo evitamento nei confronti della comunicazione.

  5. Manifestate apertamente che volete bene al vostro bambino.


Le suddette strategie vogliono essere consigli utili da applicare a casa per stimolare una migliore comunicazione nel bambino.

Va da sé, naturalmente, che esse non possono però risolvere il problema della balbuzie, per la quale è necessaria la terapia di uno specialista, il quale saprà suggerire il percorso logopedico o all'occorrenza anche di rafforzamento psicologico più opportuno per vostro figlio.


Chi ha scritto questo articolo?

Vai al profilo della d.ssa Marta Maglio, Logopedista




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