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Depressione post parto: cosa succede?


Sei diventata mamma. Hai superato un parto più o meno faticoso e finalmente puoi stringere tra le braccia il tuo piccolo, che per ben nove mesi hai portato in grembo. L'umore è alle stelle e non vedi l'ora di lasciare la stanza dell'ospedale per recarti a casa dove tutto è già predisposto per accogliere il tuo bimbo.

Oppure no. Inizi a sentirti triste. Piangi frequentemente senza avere alcun motivo per farlo. Sei irritabile, stanca, con continui pensieri di fallimento e vorresti passare le giornate nel letto anziché dedicarti alle cure di tuo figlio.


Che cosa succede?

Il periodo che segue il parto è stato definito "quarto trimestre di gravidanza", per sottolineare la sua natura di delicata fase di transizione. Durante questa fase molto delicata le neo mamme possono manifestare alterazioni dell'umore di diversa intensità e natura.

Esse possono insorgere in maniera temporanea, e si parla allora di "baby blues", che ha un naturale decorso benigno.

Se invece tali manifestazioni sono intense e tendono a permanere, si può parlare di vera e propria depressione post parto, che secondo alcuni studi colpisce dal 50% all'80% delle donne.


Perchè l'umore si altera?

La scienza medica non ha ancora fornito delle spiegazioni definitive rispetto alle cause del fenomeno, anche se alcuni studi imputano che questa condizione possa essere correlata a variazioni fisiologiche nel tasso del progesterone e degli estrogeni.

In realtà ci sono molti altri fattori che concorrono alla comparsa della depressione post parto, legati soprattutto a fattori psicologici innescati dagli eventi immediatamente successivi al parto, come il cambio di ruolo della donna in ambito sociale, la modificazione della propria identità femminile, il timore rispetto alle grandi responsabilità e il cambiamento del proprio aspetto fisico.

Interessante appare la teoria dello stress, secondo cui le forti risonanze emozionali del parto, amplificate dal contesto, dal ruolo passivo richiesto alla neo-mamma e dagli effetti del cosiddetto "scoraggiamento appreso", possono innescare un'alterazione dell'umore di breve durata. Secondo questa teoria la donna si disporrebbe verso la maternità sentendosi inadeguata al compito ed attendendosi che essa sia problematica. E' da considerare che chi attende con maggiore ansia e paura il parto finisce per accumulare una somma maggiore di stress.

Un'altra considerazione verte sul fatto che indiscutibilmente le donne, nel divenire madri, siano in possesso di tutti i requisiti psico-biologici per assolvere a questo compito e garantire la sopravvivenza della specie e quindi anche l'allevamento della prole. Ma la variabilità individuale e fattori socio-culturali fanno si che gli schemi di comportamento innati, per poter essere attivati, necessitino di apprendimento, di rinforzi sociali e di motivazione soggettiva: questo non sempre avviene. E' quindi lecito chiedersi se la maternità sia sempre un evento desiderabile per la donna.

Ad esempio, alcune ricerche sembrano confermare come, dinnanzi alla perdita di controllo sul proprio destino, alla sua immodificabilità e all'impossibilità di determinare ciò che accade, possa innescare reazioni emotive molto diverse: le più frequenti sono la fuga rinunciataria oppure la caduta nella depressione.


Cosa fare?

Se ci si rende conto che i sintomi come la tristezza, l'angoscia, l'apatia non si attenuano potrebbe essere utile rivolgersi a uno specialista psicologo.

Lo specialista consiglierà il da farsi seconda le caratteristiche specifiche della situazione.


Alcuni consigli pratici e molto utili da adottare per la neomamma possono essere quelli di:

  • limitare i visitatori nei primi giorni del rientro a casa dopo il parto;

  • cercare di dormire nelle stesse ore in cui dorme il neonato;

  • evitare l’assunzione di eccitanti come alcool e caffè;

  • mantenere i contatti con amici e familiari;

  • mantenere un buon contatto con il partner e farsi sostenere;

  • mantenere un atteggiamento realistico e positivo nei confronti della situazione, sapendo che è nuova e che perciò avrà dei normali alti e bassi, e che ci vorrà qualche settimana affinchè si assesti e si crei un buon equilibrio anche di tipo organizzativo-familiare.


Chi ha scritto questo articolo?

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