Articoli

Post recenti
Post in evidenza

Quali sono i segnali dell'invecchiamento sano e quali di quello patologico? Prova il test




Quando la persona invecchia, i processi mentali subiscono una fisiologica perdita di efficienza esattamente come i processi fisici (pelle meno elastica, muscoli meno prestanti, ossa più fragili, vista meno acuta, ecc). La modificazione delle capacità mentali è ascrivibile alla naturale perdita di neuroni che si verifica in ciascuno di noi a partire indicativamente dai 30 anni.


Tuttavia spesso si incontrano atteggiamenti diametralmente opposti: c’è chi vive con estrema angoscia minime difficoltà, convincendosi di essere malato di Alzheimer, e chi invece minimizza evidenti lacune, nella convinzione che le dimenticanze costituiscano il naturale ed inevitabile corollario dell’invecchiamento.


Cosa sono l'età anziana, la terza età e la quarta età?


Innanzitutto cosa si intende con età anziana? Parliamo della fascia di età compresa tra i 65 e i 74 anni. L’allungamento della durata della vita media, tuttavia, ha reso necessario introdurre un’ulteriore differenziazione tra terza e quarta età, rispettivamente dai 75 agli 84 e dagli 85 ai 99, per terminare poi con i centenari.


Invecchiamento: solo perdite o anche nuove acquisizioni?


Fino a qualche decennio fa si pensava che l’invecchiamento fosse caratterizzato da una perdita globale, generalizzata ed inarrestabile di tutte le funzioni, incluse quelle mentali. Le recenti evidenze scientifiche hanno dimostrato, invece, quanto miope fosse tale visione che, focalizzandosi unicamente sulle perdite, trascurava il ruolo di esperienze e conoscenze acquisite nel corso della vita. L’invecchiamento dunque, come ogni altra fase della vita, risulta caratterizzato da perdite ed acquisizioni tipiche.


Favorire un "invecchiamento di successo"


Fondamentale per favorire un invecchiamento sano, definito invecchiamento di successo, risulta lo stile di vita della persona. Una vita stimolante sul piano fisico, intellettivo e sociale, infatti, dimostra di promuovere la capacità del cervello di generare nuovi neuroni e stringere nuove connessioni, coltivando percorsi alternativi che permettono di reagire agli insulti cerebrali.


Nell’invecchiamento fisiologico si riscontra indubbiamente un rallentamento nella velocità di elaborazione delle informazioni che spesso è responsabile di una maggior distraibilità, di una memorizzazione più labile, della difficoltà nel portare avanti due o più azioni contemporaneamente, del fastidioso fenomeno della parola sulla punta della lingua. Tuttavia data la complessità della nostra mente che risulta composta da un mosaico di sistemi e sottosistemi, le difficoltà cognitive non seguono un principio tutto-niente.


Si parla di invecchiamento patologico, invece, quando le difficoltà cognitive cominciano a ripercuotersi sulla capacità di gestire in maniera efficiente ed autonoma la quotidianità. A questo livello le difficoltà emergono ai test, superando la soglia critica calcolata su gruppi specifici di individui, distinti per nazionalità, età e fascia di scolarità.


Perché è individuare una condizione patologica?


Perché la diagnosi di una difficoltà cognitiva e l’individuazione del profilo specifico del paziente permette di predisporre specifici programmi di intervento ambulatoriale mirati a rafforzare o mantenere (nel caso di malattie degenerative) le capacità dell’individuo.

Purtroppo attualmente i pazienti entrano in contatto con i servizi deputati all’intervento circa 3-4 anni dopo le prime avvisaglie, mentre le ricerche indicano chiaramente una maggior efficacia dei trattamenti disponibili quando l’intervento sia precoce: è dunque fondamentale non sottovalutare i campanelli di allarme.


Prova il test di autovalutazione


Se ritieni di incontrare alcune di queste difficoltà o le osservi in un tuo caro, è possibile effettuare il breve test di autovalutazione che trovi cliccando a questo link.


Questo strumento, pensato per l’auto-somministrazione, si è rivelato un efficace strumento di screening, intercettando correttamente circa l'80% di persone con problemi cognitivi tra quelli testati.


Una volta compilato, se fallisci 6 o più punti nel test, contattaci per avere una prima consulenza finalizzata a valutare l’opportunità di una valutazione neuropsicologica più approfondita. Se hai già eseguito il test e vuoi rivalutare la situazione, contattaci e ti invieremo una versione alternativa.




Chi ha scritto questo articolo?


Vai al profilo della Dott.ssa Elisa Frizzarin, Neuropsicologa





Leggi anche:


Neuropsicologia: gli interventi riabilitativi in età anziana






Cerca per tag
Archivio
Segui Carelab
  • Facebook Basic Square
  • Google+ Basic Square