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I problemi di scrittura nei bambini: cosa fare?


Problemi di scrittura infantile: come riconoscerli?

Lo scrivere è un’attività complessa che coinvolge sia la motricità globale del corpo che la motricità fine della mano: postura, presa della penna e l’atto scrittorio non sono per niente naturali e richiedono invece molta cura ed attenzione.

Riuscendo a identificare il prima possibile eventuali criticità riferite alla scrittura è possibile intervenire tempestivamente migliorandone non solo la loro evoluzione ma anche prevenendo eventuali effetti sulle variabili psicologiche ed emotive.


Quali sono i segnali di rischio di “brutta scrittura” nella scuola dell’infanzia?

In questa fase si potrà osservare l'emergere di difficoltà più globali, quali difficoltà grafo-motorie, difficoltà di orientamento e integrazione spazio-temporale, difficoltà di coordinazione oculo-manuale e di coordinazione dinamica generale, dominanza laterale non adeguatamente acquisita, difficoltà nella discriminazione e memorizzazione visiva sequenziale, difficoltà di orientamento nel tempo scuola, difficoltà nell’esecuzione autonoma delle attività della giornata, difficoltà ad orientarsi nel tempo prossimale (ieri, oggi, domani). L'insegnante potrà poi evidenziare caratteristiche che accompagnano gli alunni in attività specifiche, come quelle di pregrafismo, dove è possibile notare lentezza nella scrittura, pressione debole o eccessiva esercitata sul foglio, discontinuità nel gesto, ritoccatura del segno già tracciato, direzione altalenante del gesto grafico, occupazione impropria dello spazio nel foglio.


Come riconoscere la scrittura problematica nella scuola primaria?

All’interno della scuola primaria, per cogliere eventuali criticità, è importante osservare il bambino durante l’esecuzione del gesto grafico oltre che il prodotto grafico finale.

I quattro parametri principali che, articolandosi tra loro, rendono una scrittura unica e personale sono il tratto, la forma, la traiettoria e lo spazio.

Infatti, in uno spazio a disposizione (il foglio), il tratto serve a materializzare delle forme (i grafemi) che si collegano tra loro e procedono da sinistra a destra, formando lettere, numeri e poi parole secondo una traiettoria che è strettamente personale.


I principali indizi di difficoltà riguardano la qualità dei movimenti scrittori:

  • movimenti di formazione delle lettere incongruenti alla direzione della scrittura;

  • collegamenti scorretti o poco fluenti tra le lettere nel corsivo,

  • presenza di tremori e ricalchi di lettere;

  • velocità eccessiva a scapito della precisione;

Similmente, la qualità delle forme e delle dimensioni della scrittura può essere compromessa da:

  • presenza di deformazioni o perdita dei tratti distintivi delle lettere che le rendono ambigue o non identificabili se estrapolate dal contesto della parola;

  • uso incostante dell’allografo (passaggio illecito da un codice di scrittura all’altro, con alternanze nell’uso di maiuscolo, minuscolo, corsivo, script);

  • irregolarità nella dimensione delle lettere o sproporzioni tra le parti di queste.

La disposizione della scrittura nello spazio del foglio può essere inficiata da:

  • orientamento scorretto delle singole lettere all’interno della parola (capovolgimenti, inclinazione irregolare o eccessiva);

  • spazi eccessivi, troppo ridotti o assenti tra lettere nella parola e tra le parole stesse;

  • fluttuazioni delle lettere o di intere parole al di sopra o al di sotto del rigo di base;

  • collocazione di parti dell’elaborato al di fuori dei margini del foglio.

Per individuare la presenza di eventuali criticità è importante anche l’osservazione della postura del corpo (tronco, testa, braccia, piedi), dell’impugnatura del mezzo scrivente e la pressione della penna sul foglio che possono portare al facile esaurimento dello scritto per dolori alla mano.


A livello comportamentale spesso i bambini si presentano distratti, sbadati, impacciati e poco autonomi.


Le azioni da adottare in famiglia. Quali attività e giochi proporre?

Essendo la scrittura, un’attività di ordine grafo-motorio è consigliato coinvolgere il bambino, fin dall’infanzia, in tutte quelle attività che richiedono l’utilizzo delle abilità fini della mano e il coordinamento oculo-manuale.

Moltissime azioni del quotidiano offrono già la possibilità di svilupparle: vestirsi, allacciarsi le scarpe, mettere via alcuni oggetti, mangiare con le mani o le posate, disporre cose, aiutare a cucinare, a stendere i vestiti, a impacchettare i regali ecc.

E’ importante che i genitori non si sostituiscano in queste attività a beneficio anche di livelli di autonomia più elevati dei propri figli. Spesso i bambini al giorno d’oggi sono poco indipendenti e i genitori sono portati ad anticipare le azioni ed a eseguirle al posto loro finendo col non permettere ai propri figli di sbagliare e imparare dai propri errori.


Attraverso il gioco i bambini imparano a conoscere sé stessi e il mondo che li circonda; divertendosi apprendono nuove capacità, indagano la propria sfera emotiva e sviluppano il proprio livello di autonomia.

Grazie a specifiche attività di gioco, è possibile migliorare le proprie capacità motorie e sviluppare particolari tipi di coordinazioni, tra cui quella oculo-manuale.

A tal proposito si consigliano tutti gli sport con la palla, ma anche il ping pong o il calcio balilla, vari giochi di mira, la risoluzione di labirinti, giochi di pesca di oggetti, le costruzioni, i puzzle, pinze con cui acchiappare oggetti, scoppiare con le mani le bolle di sapone e più in generale tutte quelle attività che stimolano la motricità fine della mano come l’infilamento di perline, il lavoro a maglia con le dita, il ritaglio di immagini, l’assemblamento di viti, bulloni, parti meccaniche, la pasta da modellare, la decorazione di piccoli oggetti, ecc.


E’ consigliato inoltre l’uso di gessi, pennarelli, penne e matite a sezione triangolare che favoriscono la corretta prensione.


Come genitore cosa devo fare se sospetto che mio figlio abbia dei problemi di scrittura?

Per prima cosa è importante sincerarsi se il sospetto sia o meno fondato.

Per ricevere un giudizio sulla scrittura, il più oggettivo e professionale possibile, è opportuno rivolgersi ad un “Educatore del gesto grafico”: il professionista che si occupa delle difficoltà di scrittura ed è specializzato nell’ambito di un eventuale intervento riabilitativo/migliorativo sui problemi grafo-motori. L’intervento tempestivo di un professionista è importante per evitare il reiterare di gesti sbagliati sempre più difficili da correggere.

In base alla gravità del problema è opportuno valutare se intraprendere un intervento di potenziamento e/o l’inter diagnostico.


Chi ha scritto questo articolo?

Vai al profilo della d.ssa Chiara dalla Costa, Grafologa ed Educatrice del gesto grafico



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