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Mare o montagna? Prepariamoci all'esposizione dei raggi solari


Nei mesi estivi, in qualsiasi luogo ci troviamo all’aperto, i raggi ultravioletti (UV) del sole riscaldano il nostro corpo, innescando una serie di reazioni che possono favorire alcune funzioni importanti del nostro organismo, ma anche essere pericolose per lo stesso.


Vediamo due di queste reazioni.


1) Prima reazione

La prima reazione poco gradita alla nostra pelle è il processo di ossidazione cellulare, che può causare foto invecchiamento, cioè un particolare stato cronico d’invecchiamento cutaneo, causato dalla lunga esposizione solare, che con il tempo provoca veri danni al DNA delle cellule della pelle, i quasli vanno a sommarsi a quelli dell'invecchiamento biologico. Questa azione genera danni al collagene, che si traduce in rughe profonde e diffuse, perdita di elasticità, pelle secca e ruvida, presenza di capillari dilatati su guance, naso e orecchie, macchie solari, desquamazione, cheratosi, fino ai tumori della pelle.


Ma che cos’è l’ ossidazione cellulare?

E’ un processo chimico tramite il quale il radicale libero, che è un atomo con una configurazione elettronica non stabile, cerca di strappare degli elettroni (processo di ossidazione) ad atomi a lui vicino, per raggiungere la sua stabilità. Il processo avviene in particolar modo a livello delle membrane plasmatiche che sono costituite da fosfolipidi, molecole ricche di elettroni: in seguito a questo attacco le membrane perdono la loro continuità strutturale e funzionale. Attaccano il DNA cellulare, provocando mutazioni spesso pericolosissime.


Come prevenire il processo ossidativo?

-Alimentandosi con frutta e verdure di stagione, ricche di carotenoidi, ad alto potere antiossidante, in particolar modo quelle di colore giallo arancione: albicocche, pesche, melone, papaya, mango, ananas, carote e peperoni.

-Assumendo un paio di mesi prima dell’esposizione solare, integratori con funzione antiossidante, quali Resveratrolo, Pino marittimo, Coenzima Q10, Vitamina A, Vitamina E e Vitamina C.

Il Pino marittimo è importantissimo perché rigenera la vitamina E e la vitamina C; si lega selettivamente a collagene ed elastina proteggendole dall’ossidazione; favorisce la protezione cutanea dall’eritema solare.

Il Resveratrolo contrasta i danni della radiazione UV che genera stress ossidativo a livello di membrana cellulare.

Il Coenzima Q10 contrasta l’azione di demolizione del collagene e gli effetti del crono e foto invecchiamento; accelera la produzione di componenti fondamentali del derma (esempio collagene e fibroblasti).


2) Seconda reazione

La seconda reazione è di vitale importanza per il benessere delle nostre ossa, e consiste nella produzione di vitamina D da parte della nostra pelle; il colecalciferolo (vitamina D3), derivante dal colesterolo, è sintetizzato negli organismi animali, mentre l'ergocalciferolo (vitamina D2) è di provenienza vegetale. Le funzioni fondamentali della vitamina D sono il rafforzamento delle ossa, la prevenzione contro l’osteoporosi, l’ipertensione, il cancro e l’equilibrio del sistema immunitario in caso di malattie autoimmuni.

L’80% del fabbisogno di questa vitamina è fornita dall’esposizione ai raggi solari, mentre il 20% dall’alimentazione. Bastano 40 minuti al giorno in maglietta e pantaloncini corti, per farsi una scorta di vitamina D per tutto l’inverno. I cibi ricchi di questa vitamina sono: il salmone, lo sgombro, l’olio di fegato di merluzzo, le uova (soprattutto il tuorlo), la frutta secca, le verdure a foglia verde ed i latticini.


Tuttavia l’integrazione quotidiana di vitamina D, soprattutto nel periodo invernale, è di fondamentale importanza e varia da persona a persona; dipende dall’età, dalla latitudine, dalla stagione, dall’uso di protettivi solari e dal tempo di esposizione. Se una persona adulta segue già di per sé una dieta ricca di vitamina D ed espone la pelle quotidianamente ai raggi solari, il fabbisogno è di circa 800 UI giornaliere. In altri casi, ovvero patologie, carenze, impossibilità di esporsi al sole, la dose di vitamina D da assumere potrebbe anche essere maggiore, dalle1.000 UI in su.

Poiché la vitamina D è una vitamina liposolubile, cioè viene assorbita in presenza di lipidi, l’assunzione deve essere concomitante con l’assunzione di grassi durante il pasto: per esempio a colazione assumendo frutta secca o spalmando una fetta biscottata con un pizzico di burro, a pranzo o a cena condendo le pietanze con del buon olio extravergine di oliva spremuto a freddo. Se ne consiglia inoltre l’assunzione nel tardo pomeriggio in quelle persone che soffrono di problemi di insonnia in quanto favorisce il rilassamento serale.


Chi ha scritto questo articolo?

Vai al profilo della d.ssa Maria Chiara Destro, Naturopata




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