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Aria di Primavera: è il momento di depurarsi!


Il cambio di stagione

Il cambio di stagione è ormai alle porte: esso porta con sé il desiderio del rinnovo ma anche la voglia di liberarsi dalle pesanti zavorre invernali che ci hanno costretto ad alimentarci in maniera più strutturata e a ridurre l’attività fisica, prediligendo il dolce far niente nel tepore delle nostre mura domestiche.

Durante le mie consulenze naturopatiche, sento spesso dire dai miei clienti: “Sono già stanco ancora prima di alzarmi”, “Mi verrebbe da chiudere gli occhi in qualsiasi momento della giornata ed in qualsiasi posto mi trovi”, “Ho spesso mal di testa quando mi alzo dal letto, ma solo in questa stagione”, “Sento l’arrivo della primavera”.


Quali sono, allora, i suggerimenti per facilitare la Mente e il Corpo a superare con successo questo ricorrente cambiamento?

In Medicina tradizionale Cinese l’organo correlato alla stagione della primavera è il fegato: è proprio ad esso che dobbiamo porre la nostra massima attenzione.

Simbolicamente il fegato è associato all’elemento Legno, energia che (tramite gli alberi) si muove verso l’alto e simboleggia la rinascita, la forza della Natura, l’aspirazione. I rami richiamano l’idea di flessibilità, sotto l’azione del vento. Se il nostro Corpo e la nostra Mente sono flessibili, abbiamo una buona energia “Legno”.

Il fegato svolge diverse funzioni, una delle più importanti è quella di depurare il corpo dalle tossine sia di origine esogena (inquinamento aereo, fertilizzanti e pesticidi alimentari, metalli pesanti, ecc.), che endogena (scarti derivanti dal nostro metabolismo). Se durante l’autunno/ inverno c’è stato un sovraccarico funzionale del fegato, per un’errata alimentazione, per un aumento di pensieri negativi, -stimolati anche dalla riduzione della luce giornaliera-, per non aver permesso al nostro corpo, tramite l’attività fisica, di scaricare lo stress, dovremmo aiutarlo ora ad “alleggerirsi”.


Come?

1) Attraverso un cambiamento del proprio stile di vita alimentare;

2) incrementando l’attività fisica ;

3) con la corretta integrazione.


Alimentazione

  • Consumare almeno 3 pasti quotidiani, possibilmente ad orari regolari, evitando assolutamente abbuffate in tarda serata;

  • dedicare tempo e un corretto atteggiamento al momento dei pasti, affinché i nostri gesti ed i nostri pensieri favoriscano la digestione;

  • evitare cibi confezionati industrialmente, ed utilizzare invece possibilmente materia prima fresca;

  • prediligere pasti e condimenti leggeri;

  • ridurre l’eccesso di zuccheri che potrebbe originare problematiche di steatosi, o fegato grasso;

  • sostituire i cereali e gli zuccheri raffinati con quelli integrali: tonificano il fegato;

  • introdurre frutta e verdura di stagione, soprattutto verdura a foglia verde che richiama il colore del fegato, possibilmente a chilometri zero e biologica; prediligere carciofi, cardi e daikon, che hanno un effetto depurativo e riequilibrante;

  • evitare cotture lunghe ed elaborate (per esempio i fritti, difficilmente metabolizzati), sostituendole con quelle al vapore, al forno oppure in pentola a pressione;

  • condire le pietanze con grassi polinsaturi, come l’olio EVO spremuto a freddo e non filtrato, evitando i grassi monoinsaturi come il burro e lo strutto. Un sapore moderatamente acido (come può essere quello del limone, o dell’umeboshi) può essere maggiormente tollerato; diversamente, un sapore eccessivamente acido (come l’aceto), potrebbe nuocere al nostro fegato;

  • ridurre gli alcolici ed i caffè: peggiorano l’energia non solo del fegato ma anche della cistifellea;

  • bere almeno 1,5 litri di acqua al dì, a basso residuo fisso;

  • aumentare il consumo di semi oleosi e di frutta secca, ricchi di vitamine e di sali minerali;

  • ridurre il consumo di proteine animali quali insaccati e latticini, prediligendo le proteine vegetali contenute nei legumi.


Attività fisica

A seconda della propria costituzione e attitudine, suggerisco di individuare una o più attività fisiche idonee: scaricano lo stress e le tensioni accumulate giornalmente.

Non potendo proprio praticare dello sport regolarmente, è consigliata a tutte le età una bella camminata giornaliera, a passo sostenuto, di almeno 20 minuti.


Integrazione fitoterapica

Come già accennato, la nostra attenzione si dovrebbe focalizzare sulla disintossicazione del fegato. L’integrazione si baserà pertanto sull’utilizzo di piante epatiche o un mix di esse.

Tra le più conosciute con effetto colagogo, coleretico, epatoprotettore, antispastico, rigenerativo delle cellule epatiche e antitumorali, troviamo: la curcuma, il cardo mariano, il tarassaco, il rafano nero, la fumaria, il carciofo, il rosmarino, il crisantello americano, e il boldo.

Un altro efficace aiuto ci viene dato dalla zeolite, un’argilla naturale che ha un forte potere chelante (ovvero sia “cattura”), soprattutto nei confronti dei metalli pesanti. Quindi se si è trascorso un inverno in cui sono stati assunti parecchi farmaci, tra cui antibiotici ed antinfiammatori, un bel trattamento con la zeolite assicura un alleggerimento delle funzionalità di fegato, reni e pelle.


Integrazione floriterapica

In Medicina Cinese l’elemento Legno, associato al fegato, è il luogo in cui risiede l’anima Hun, la quale, per ognuno di noi, ha il compito di fornire una direzione nella Vita, individuare obiettivi da raggiungere, fare progetti. Se il fegato è debole e non svolge bene la sua attività, questa prospettiva viene a mancare e ci si sente impauriti per la mancanza di una direzione nello spazio e nel tempo. A sua volta la paura è alimentata dalla rabbia, dalla collera e dalla frustrazione nei confronti sia di noi stessi che di chi più caro ci circonda, per il mancato raggiungimento dei nostri obiettivi.


I Fiori australiani sopperiscono ad una tale circostanza: la loro energia non fa altro che liberarci dai blocchi e dalle congestioni che rallentano la conquista delle nostre mete.

Affidiamoci a Dagger Hakkea (Hakea teretifolia) che fiorisce in tarda primavera, e presenta una forma che ricorda quella di un pugnale.

A livello fisico ha la caratteristica di essere un drenante epatico, utilizzato in caso di allergie, intolleranze alimentari, mal di testa, tosse grassa.

A livello emozionale è suggerito per persone che covano rabbia, rancore, frustrazione nei confronti di un familiare, ma tendono a non esprimerli, accentuando il proprio fuoco interiore.

Banksia Robur (Banksia robur): adatta ai cambi di stagione, in tutte quelle persone che si sentono stanche con perdite di energia e fiacchezza. Si può assumere per via orale oppure versarne 15-20 gocce nella vasca da bagno per recuperare vitalità e forza fisica. Un altro punto di applicazione, per ottenere il medesimo risultato, è frizionare 5-6 gocce alla fine delle vertebre lombari all’altezza delle creste iliache, oppure sul punto di agopuntura 1P (uno polmone) all’altezza delle scapole.

Moutain Devil (Lambertia formosa): a livello fisico è un valido aiuto per problematiche epatiche, dolori articolari, patologie cardiovascolari; a livello emozionale è da utilizzare in tutte le situazioni in cui c’è rancore e risentimento, dichiarati apertamente, che bloccano il libero fluire dell’amore. Adatto per coloro che, non perdonando l’errore altrui, non riescono a perdonare neppure loro stessi.

Slender Rice Flower (Pimelea linifolia): migliora le relazioni con gli altri, soprattutto aiutando ad essere più comprensivi, umili e gentili nei confronti del prossimo; limita l’orgoglio personale e la gelosia. Depura il fegato e la vescica biliare anche in caso di calcolosi e cisti.

Sunshine Wattle (Acacia terminalis): fiore di luce e speranza, che ti permette di godere della vita presente, avendo fiducia nel futuro. Ottimo per i cambi di stagione e nelle fasi di depurazione.


Chi ha scritto questo articolo?

Vai al profilo della d.ssa Maria Chiara Destro, Naturopata





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