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I cambiamenti di umore sono un campanello d'allarme per la Demenza?


Cosa ci dicono le più recenti scoperte?

E’ frequente incontrare persone che col passare degli anni tendono a concentrarsi sugli eventi negativi in cui si sono imbattuti nella vita, piuttosto che su ciò che di positivo rimane. Similmente, è comune sperimentare che la nostra concentrazione tenda a sfumare quando siamo tristi o ansiosi.

Ma quale è il legame tra emozioni negative (depressione) e le difficoltà di memoria e attenzione?


“Depressione”: cosa rientra in questa definizione?

Con il termine “depressione” indichiamo: tristezza, tono dell’umore basso, pensieri negativi, sensi di colpa, sensazione di inadeguatezza, tendenza ad isolarsi rimanendo in casa e riducendo i contatti sociali, alterazione del sonno e dell'appetito, sbalzi di umore e/o tendenza al pianto, idee di morte.


Cosa viene prima?

Fino a qualche tempo fa si sosteneva che la depressione fosse la naturale reazione, e quindi la conseguenza, della consapevolezza delle iniziali difficoltà di memoria incontrate dalle persone con l’avanzare dell’età. Le più recenti scoperte scientifiche, tuttavia, indicano un percorso completamente opposto, dove i cambiamenti dell'umore spesso precedono i disturbi della memoria e quindi diventano un precoce segnale fondamentale nel contrastare l’insorgere di una possibile demenza.


Quali meccanismi sono responsabili?

Ancor prima delle aree dell’ippocampo, noto centro della memoria danneggiato ad esempio nella demenza di Alzheimer, risulta infatti coinvolto il sistema limbico, ovvero quella parte più antica ed istintiva del cervello, sede delle emozioni e della loro regolazione. In questi circuiti cerebrali hanno sede i neuroni che producono la dopamina, il neurotrasmettitore coinvolto anche nella gratificazione e nella malattia di Parkinson. La loro degenerazione porta a una riduzione della dopamina prodotta con conseguente malfunzionamento dell’ippocampo, che si traduce in perdita di memoria e alterazione patologica dell’umore, manifestata attraverso riduzione dell’iniziativa, calo nell’interesse per le attività della vita, mancanza di appetito e del desiderio di prendersi cura di sé.


E’ scontato che la depressione si trasformi in demenza?

Assolutamente no. Esistono, infatti, disturbi cognitivi che si manifestano in persone che soffrono di depressione, ma scompaiono quando viene trattata la depressione, e che per questo viene considerata una demenza reversibile (pseudo demenza depressiva).

Per questo motivo spesso é difficile distinguere tra uno stato depressivo puro e le prime avvisaglie di una malattia neurodegenerativa.


Cosa possiamo fare?

Mai trascurare o sottovalutare i cambiamenti nell'umore e nel comportamento della persona, banalizzandoli come inevitabili vissuti dell' anziano. Qualsiasi segnale deve essere preso in debita considerazione così da poter riconoscere i campanelli di allarme.

Tuttavia poiché le alterazioni dell’umore e quelle della memoria possono essere di difficile individuazione e inquadramento, é utile chiedere la consulenza di uno specialista che possa fare chiarezza circa una possibile diagnosi e intervento.


Vuoi prendere un appuntamento per una consulenza personalizzata? Contattaci, siamo a Ponte San Nicolò, Padova.




Chi ha scritto questo articolo?

Vai al profilo della D.ssa. Elisa Frizzarin, Neuropsicologa




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