Che cos'è?

La sindrome di Down non è una malattia ma una caratteristica della persona che la accompagna per tutta la vita. Una persona con la sindrome di Down ha questa caratteristica fin dal suo concepimento, cioè fin dal momento in cui è nella pancia di sua madre. Si tratta di un’anomalia cromosomica che si manifesta

attraverso diversi sintomi congeniti: le persone down presentano una disabilità intellettiva di livello variabile, hanno un aspetto fisico caratteristico e, spesso, soffrono di malformazioni cardiache e di altri problemi di salute. La gravità di questi problemi varia considerevolmente a seconda dell’individuo.

Da cosa è causata?

Nelle cellule degli esseri umani ci sono 46 cromosomi, divisi in 23 coppie e numerati da 1 fino a 23.

23 cromosomi vengono dalla madre, 23 cromosomi vengono dal padre. I 23 cromosomi della madre si uniscono ai 23 cromosomi del padre: in questo modo si forma una nuova cellula con 46 cromosomi.

L’insieme di questi cromosomi definisce le caratteristiche di ogni persona, che in parte vengono dai suoi genitori, in parte da come sono mischiate queste caratteristiche. Per questo ognuno di noi ha delle caratteristiche uniche che ci rendono diversi dagli altri (per esempio il colore dei capelli, l’altezza, il colore della pelle, e tante altre cose). Nella coppia di cromosomi numero 21 di chi ha la sindrome di Down, ci sono 3 cromosomi invece di 2. Per questa ragione la sindrome di Down si chiama anche Trisomia 21.

 
 
 

Cosa si può fare?

Attualmente, non esiste alcun trattamento in grado di risolvere radicalmente la sindrome di Down. I due fattori che permettono di ottenere uno sviluppo armonico e un buon inserimento scolastico, sociale e lavorativo sono i regolari controlli medici ormai codificati, sia per i bambini che per gli adulti e la terapia riabilitativa fisica e mentale. La terapia riabilitativa deve essere iniziata fin dai primi mesi di vita e può dare risultati estremamente positivi. I primi tre anni, infatti, sono molto significativi per quanto concerne la successiva organizzazione delle abilità cognitive e di socializzazione delle persone Down, come dimostrato da risultati, statisticamente significativi. E’ dimostrato che i bambini con sindrome di Down, purché non trascurati, ma incoraggiati, stimolati e guidati con affetto, sensibilità e comprensione, con la mediazione di genitori ed educatori, sono in grado di incrementare significativamente le loro capacità intellettive.