Che cos'è?

La demenza di Alzheimer è la più comune forma di demenza.

 

Consiste in un malfunzionamento e  diffusa distruzione di neuroni, causata principalmente dalla betamiloide, una proteina che, depositandosi tra i neuroni, agisce come una sorta di collante, inglobando placche e grovigli "neurofibrillari.

 

È una malattia degenerativa caratterizzata dalla presenza di deficit cognitivi multipli quali deficit della memoria, del linguaggio (afasia), della capacità di eseguire attività motorie (aprassia), di riconoscere ed identificare oggetti (agnosia) e vi è inoltre un disturbo delle capacità esecutive. Compromette l’attività lavorativa della persona e le sue relazioni sociali. Può avere un esordio precoce (età inferiore ai 65 anni) o tardivo (età superiore ai 65 anni). Oltre ai disturbi cognitivi possono associarsi nella fase iniziale e intermedia della malattia disturbi comportamentali quali aggressività, agitazione, labilità emotiva, depressione, deliri, allucinazione, deambulazione afinalistica, affaccendamento inoperoso, apatia, disinibizione, ansia, disturbo del sonno e dell’alimentazione. La presenza di determinati disturbi comportamentali rendono gravosa e faticosa la gestione del malato per il familiare o caregiver (persona che si prende cura).

Da cosa è causato l'Alzheimer?

  • Fattori genetici

  • Fattori ambientali (es. traumi o esposizione a sostanze tossiche)

  • Eta’

 
 
 

Possibili soluzioni

Non esiste attualmente un trattamento in grado di guarire la malattia, ma l’associazione combinata di terapie farmacologiche e non farmacologiche può rallentare il declino mentale della persona.

 

Si propone quindi una stimolazione cognitiva per mantenere attive le funzioni ancora presenti (memoria, attenzione, linguaggio, gnosia, prassia e funzioni esecutive) più a lungo nel tempo e migliorare la qualità di vita del malato e dei suoi familiari.